Ian McEwan convince le lettrici di confine

Questo mese al GDL “Letture di confine” di Villimpenta siamo tornati agli scrittori contemporanei e ci siamo immersi nella lettura del romanzo di Ian McEwan Espiazione. Personalmente credo che Ian McEwan sia un bravissimo scrittore e volevo condividerlo con le lettrici villimpentesi. Ci siamo incontrate lo scorso 14 maggio e ne abbiamo discusso con gran piacere.

Briony è una ragazzina di 13 anni con ambizioni e talento da scrittrice, e soprattutto ha un’immaginazione sfrenata. Un pomeriggio assiste ad un momento di tensione sessuale fra Robbie, figlio della domestica della loro agiata famiglia, cresciuto con loro, e la sorella maggiore Cecilia. Agli occhi maliziosamente ingenui della bambina quello sembra un atto imperdonabile, come anche la lettera che Robbie scrive a Cecilia e che Briony legge di nascosto. Durante la cena con il fratello di Cecilia, Leon, e il suo amico, Paul Marshall, un ricco proprietario di una fabbrica di cioccolata, i due piccoli cugini scappano e tutti escono a cercarli. Briony, vedendo una figura maschile fuggire dal giardino di casa loro, decide che quella figura è Robbie e lo sosterrà il giorno seguente di fronte a tutta la famiglia quando si cercherà il colpevole di una violenza sessuale avvenuta ai danni di sua cugina Lola nel corso della stessa sera.

coverRobbie viene condannato e messo in carcere. Cecilia, avendo sempre creduto Robbie innocente e disgustata dal comportamento dei genitori, si allontana dalla famiglia e dagli agi del suo ambiente, lascia Cambridge e frequenta una scuola per infermiere. Robbie e Cecilia si scrivono durante il suo periodo di reclusione in carcere, incontrandosi solamente dopo quattro anni durante i periodi di licenza di Robbie, il quale, allo scoppio della guerra, decide di arruolarsi nell’esercito per accorciare il periodo di detenzione. Briony, ormai maggiorenne, decide di riparare alla sua colpa mettendo tutta se stessa al servizio dei malati di un ospedale londinese, inoltre, viene a conoscenza del matrimonio della cugina Lola con Paul Marshall, il suo vero violentatore. Continue reading “Ian McEwan convince le lettrici di confine”

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Quasi un gemellaggio fra due gruppi di lettura

E’ stato un gruppo di lettura come sempre vivace e partecipato quello di venerdì 27 aprile: il libro del mese era La Società letteraria di Guernsey di Mary Ann Shaffer (ma il lavoro di editing è stato portato a termine dalla nipote dell’autrice, Annie Barrows). Il libro è stato recentemente ripubblicato da Astoria con il titolo “Il Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey” ed è da poco uscito in America il film “The Guernsey Literary & potato peel pie Society” (eheheh, siamo sempre sul pezzo, noi di “Trovo un libro nel Canneto”!)

4542520 Si tratta di un romanzo epistolare che racconta dell’occupazione nazista delle isole britanniche nel canale della Manica e di come i suoi abitanti abbiano saputo resistere alle privazioni ed al dolore della guerra facendo rete e sostenendosi l’un l’altro, anche attraverso la fondazione di un club del libro.

Proprio lo stile epistolare del romanzo è stato lo scoglio principale per molti: fra voglia di rinuncia e fascinazione, ma una volta entrati nel meccanismo, tutti sono stati concordi ed alla fine lo hanno divorato. Bene! anche questa mia proposta ha portato a casa il suo premio: sì, perché coordinare un gruppo di lettura non è facile, perché siamo in tanti e tutti diversi. E cercare e scegliere un libro che possa piacere a tutti è un compito gravoso. Del resto, un gruppo di lettura dovrebbe avere, fra gli altri, lo scopo di farti leggere libri, stili ed autori ai quali, altrimenti, non ti saresti mai avvicinato.

Solo Settimia, indispettita dallo stile narrativo, ha abbandonato l’impresa ed allora le ho consigliato gli “Esercizi di stile su Cappuccetto Rosso” di David Conati, dove la famosa fiaba viene riproposta con stili narrativi i più diversi, dalla lettera all’SMS, dal menù di un ristorante ad una radiocronaca sportiva… Continue reading “Quasi un gemellaggio fra due gruppi di lettura”

Donne lupo a Sabbioneta

Brumose montagne e storie di donne dimenticate hanno fatto da sfondo all’ultimo incontro del gruppo di lettura di Sabbioneta, tenutosi Mercoledì 11 Aprile presso la Biblioteca Comunale e addolcito da due squisite torte preparate dalle nostre lettrici.

Il libro protagonista della serata è stato La valle delle donne lupo di Laura Pariani, pubblicato nel 2011 da Einaudi.

pariani_valleLa narrazione ruota attorno a Fenísia, un’anziana signora che vive in una casupola vicino al cimitero di un piccolo paese delle montagne piemontesi; nata e cresciuta in una famiglia di “sotterramorti”, ha passato tutta la sua vita a ridosso delle tombe. Ma Fenísia è anche la custode di un cimitero invisibile, il “prato delle balenghe”, la terra sconsacrata dove venivano sepolte le donne che venivano considerate strane, diverse, erbe grame che avevano osato ribellarsi a un potere patriarcale indiscusso e totalizzante.

E’ dalla voce di Fenísia, intervistata da una giornalista milanese, Laura, che scopriamo le storie di queste donne ribelli e coraggiose, costrette all’oblio eterno senza neppure una lapide a ricordare il loro nome.

Il libro è piaciuto alla maggior parte del gruppo, una storia forte che obbliga a una riflessione sulla vita delle donne negli anni passati, a noi più vicine di quanto possa sembrare: nonne e bisnonne che sopportavano angherie e tradimenti senza dir nulla, costrette al silenzio in quanto economicamente dipendenti dai mariti. Donne che erano allevate con grande spirito di sacrificio, e che erano avvezze, fin da giovanissime, a piegare la testa di fronte a soprusi e maltrattamenti. Ma non tutte. Fenísia ci riporta indietro nel tempo, facendo rivivere le storie di chi non si è sottomessa, di chi era diversa o veniva considerata pericolosa perché in qualche modo deviava da convenzioni considerate perentorie e immutabili. Continue reading “Donne lupo a Sabbioneta”

Piubega approda a Dublino grazie ad Agnes Browne!

Lo scorso 23 aprile il gruppo di lettura di Piubega si è riunito per discutere di “Agnes Browne mamma. E’ stato un incontro davvero piacevole, come piacevole è risultata la lettura di questo libro. Ci siamo tutti innamorati di Agnes, simpatica donna irlandese nata dalla penna di Brendan O’Carroll.
La narrazione prende il via da un episodio che in qualche altro libro sarebbe risultato commuovente e drammatico, mentre, in questo caso, si rivela tragicomico: la morte di Rosso, il marito di Agnes. Geniale è il modo in cui l’autrice butta (letteralmente) il lettore all’interno della vita di questa donna, madre di 7 figli.
Agnes lavora al mercato, mantiene da sola i figli, ha vissuto un matrimonio fatto di rinunce e sopportazione, ha 34 anni ed è bella. Ma non solo: come la maggior parte delle ragazze irlandesi è tenace e forte.
Complessivamente il libro è piaciuto, anche se non ha convinto tutti. In molti lo hanno trovato troppo sbrigativo. Gli argomenti vengono accennati senza mai andare troppo in profondità. Per qualcuno questo è dovuto al fatto che l’autore ha preferito lanciare un semplice seme per far elaborare il resto delle riflessioni direttamente al lettore.

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Un giorno questo dolore ti sarà utile per Bagnolo San Vito

L’incontro del 20 Aprile si apre con l’intervento di Marco, l’organizzatore del gruppo, che ritiene la lettura di Un giorno questo dolore ti sarà utile di Peter Cameron, piacevole ma senza la pretese di essere un capolavoro. Marco ha evidenziato in particolar modo il rapporto di James con i social e l’uso spregiudicato che ne fa, nel libro il protagonista crea una falsa identità con cui relazionarsi con l’amico. Il fatto testimonia che James è un giovane, figlio del proprio tempo, abile con i social, ma incapace di esprimere fino in fondo le proprie emozioni e di prevedere le conseguenze delle sue azioni.

A qualcuno dei lettori è piaciuto il titolo, altri lo ritenevano invece piuttosto tragico e poco rispondente al contenuto. Chi aveva già letto questo libro, afferma di averlo scelto, a suo tempo, proprio per il titolo, coincidente con l’indicazione di una ricerca personale.

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Una lettrice del GDL ritiene i genitori del protagonista non solo inadeguati al loro compito, ma bisognosi, loro sì, di un sostegno psicologico. Giulia invece sostiene che il dolore, la solitudine di James nascano proprio dalla consapevolezza di avere una famiglia superficiale, vulnerabile, come lo sono, pure, molte delle persone da lui incontrate, coetanee ed adulte. Vengono evidenziati i difetti dei famigliari: l’estraneità della madre, persa nei suoi problemi, i pregiudizi del padre (la bistecca al sangue è macho, la pasta è gay) e la preoccupazione per il proprio aspetto, l’opportunismo, a volte simpatico, della sorella. Continue reading “Un giorno questo dolore ti sarà utile per Bagnolo San Vito”

Le Braci per i Librozìosi di Castel Goffredo

Le Braci di Sandor Marai hanno acceso un fuoco in tutti i lettori, lo scorso Giovedì 22 Marzo che hanno letto rapidamente il libro, apprezzandone l’ottima scrittura.

Il tema centrale del libro è l’amicizia: quella che nasce da piccoli e dura una vita, quella che non ha bisogno di tante parole, quella che si mantiene viva anche senza vedersi per anni. Ma è vera amicizia quella vissuta dal protagonista, io narrante del libro o è solo un bisogno di riscatto ai torti subiti? Amicizia, che nel periodo adolescenziale è velata dall’eros che può essere travisata con l’amore.

f6f3594271ab37a2bec8b2e42ffeecd8_w600_h_mw_mh_cs_cx_cyIl suo lungo raccontare, quasi un monologo, a tratti diventa fastidioso senza che la controparte intervenga attivamente nella discussione e perché, dopo tanta attesa, non pone le domande che ha atteso di fare da una vita?

Perché ha gettato nel fuoco il diario della moglie che avrebbe potuto fornirgli delle riposte? Quale dei due amici ha amato di più Krisztina? Konrad o Henrik, che se è stato il nome del primo ad essere invocato sul letto di morte?

Tanti gli spunti di conversazione offerti dalle pagine: il soffocare dentro di sé le passioni con la solitudine, la perdita della stima di sé, condizione equiparata alla morte, il sacrificio di una vita dedicata alla carriera militare a scapito dell’arte, la condizione della donna vista come inutile. Amata da tutti la figura delle balia, Nini, che tutto conosce e tutto governa, immutabile, nel tempo.

L’ultimo appuntamento del GDL è stato Giovedì 26 Aprile e abbiamo parlato di La ragazza del ritratto di Paul Torday, ma ve lo raccontiamo nel prossimo post.

PS. A Castel Goffredo la voglia di leggere cresce sempre più ed il 13 Marzo ci sarà il primo incontro per dar vita ad un nuovo gruppo… La gemmazione di cui abbiamo parlato nel convegno La città delle parole comincia a dare i suoi frutti.

Elisa per #TRC

 

 

“Stando in piedi al centro di una cucina tutto ricomincia da capo e qualcosa ritorna”

“Stando in piedi al centro di una cucina tutto ricomincia da capo e qualcosa ritorna”

Lo scorso 18 Aprile il Gruppo di lettura di Asola ha proseguito il percorso di quest’anno sul tema “Letture gustose” con il libro “Kitchen” di Banana Yoshimoto.

La protagonista Mikage Sakurai ama le cucine, ed è proprio in cucina che si rifugia, sola e confusa, dopo la morte della nonna e la presa di coscienza di essere rimasta sola al mondo. Lì la trova Yuichi Tanabe, ragazzo quasi sconosciuto per Mikage, ma molto affezionato alla nonna di lei, che la invita a trasferirsi presso casa sua, dove vive con la madre, nell’attesa di trovare un nuovo appartamento e di riprendere in mano la propria vita.

Mikage inizialmente è titubante, ma poi rimane affascinata dall’appartamento, in particolare dalla cucina,  dalla felicità e tranquillità che aleggia in quella casa, ma soprattutto dalla madre di Yuichi, rivelatosi poco dopo esserne il padre, che ha scelto di diventare donna dopo essere rimasto vedovo con un figlio piccolo.

Nei mesi che trascorre in quella casa Mikage comincia ad appassionarsi all’arte culinaria, sperimenta ricette e perfeziona la sua tecnica, fino ad essere assunta come assistente di un’insegnante di cucina.  Ritornata autonoma decide di trasferirsi in un altro appartamento.

Dopo alcuni mesi Yuichi la contatta raccontandole della morte della madre/padre, lei lo raggiunge e si ritrovano di nuovo nell’appartamento, ognuno portando la propria solitudine, senza riuscire a definire e a comprendere la natura del legame che li unisce, finché qualche avvenimento insolito movimenta la vita dei personaggi  e li costringe a prendere in mano attivamente la situazione.

La scrittura del libro è molto scorrevole e piacevole, anche se alcuni temi trattati, come la solitudine e la morte sono decisamente più impegnativi e il confronto con una cultura così diversa dalla nostra come quella giapponese ci ha messo in seria difficoltà. Per  aiutarci a comprendere alcuni aspetti di questa realtà è stata importante la presenza di due ragazzi, Fabio e Francesca, di recente ritorno da un viaggio in Giappone, che ci hanno raccontato la loro esperienza, approfondendo alcuni aspetti caratteristici della società giapponese, che ai nostri occhi appaiono insoliti e bizzarri. Negli aneddoti del loro viaggio abbiamo trovato diverse affinità di atteggiamenti con i personaggi  e compreso alcune scene del libro, che alla luce di queste indicazioni trovano una spiegazione differente rispetto a quella che verrebbe spontaneo attribuire. Inoltre hanno sottolineato la forte impronta dei manga nella cultura nipponica, di cui nel libro troviamo diversi richiami, legati soprattutto al  genere dei manga per ragazze.

Il prossimo appuntamento del Gruppo di Lettura sarà mercoledì 23 maggio con li libro “Odore di chiuso” di Marco Malvaldi.

 

Marzia per #TRC

Lettera a Dina per Bibliochiacchiere

Era una bella serata calda il 24 Aprile, quando il gruppo di lettura Bibliochiacchere di Guidizzolo, si è ritrovato in biblioteca per discutere sull’ultima lettura: Lettera a Dina di Grazia Verasani.

letttera-a-dina-800x1215E’ un racconto toccante quello della Verasani sull’amicizia tra due ragazze tra i banchi di scuola. Amiche sì, ma con molti conflitti e problematiche. Ambientato in una Bologna, ombelico del mondo, degli anni Settanta, dove i fuochi delle contestazioni giovanili si scontrano tra pregiudizi vecchi e nuovi.

Trentasette anni dopo la protagonista sente alla radio una canzone che lei e Dina sentivano fino allo sfinimento. Di colpo Dina è li e i ricordi sono dolorosi. La scrittura del libro è concisa diretta, molto asciutta ed è per questo che non ha convinto tutti i presenti. Chi si aspettava un po’ di poesia in più, chi invece è piaciuto proprio per questo.

Tutti concordi però sulla storia del libro. Da consigliare e da leggere ai giovani per ricordare un periodo storico e per i non giovani che questi anni li hanno vissuti. Grazia Verasani si conferma una grande scrittrice italiana.

Rosalba per #TRC

 

Betibù, un libro da leggere in Riva al mare…

Lo scorso Lunedì 23 ci siamo ritrovati con i lettori di In Riva al libro, in biblioteca per discutere diBetibù il romanzo di Claudia Pineiro in programma per il mese di Aprile. Complice il cambio data (solitamente ci incontriamo il mercoledì), e probabilmente il “ponte” di festività di lì a poco, la presenza al GDL era davvero ai minimi storici. Tuttavia ne abbiamo approfittato per lasciarci andare in divagazioni e chiacchiere su argomenti non proprio legati al libro.

Di comune accordo anche con chi ha inviato il proprio parere attraverso il gruppo WhatsApp, il romanzo è piacevole e la lettura risulta scorrevole senza intoppi particolari. La trama è avvincente, fino alla fine non si svelta il colpo di scena e nessuno ha avuto voglia di abbandonare il libro. La protagonista di questo giallo d’indagine è Betibù (sopranome per Nurit Iscar) ex-giallista di successo che per vivere ora scrive libri come autore anonimo, ma che grazie a questo “caso” tornerà probabilmente a riprendere la sua attività.

Una donna sulla cinquantina quindi e un giornalista di cronaca nera Jamie Brena, in aggiunta ad un giovane appena entrato in redazione a “El Tribuno” affidato alla nera; indagheranno su una strana serie di omicidi che scopriranno tutti collegati tra loro, e ambientati per la maggior parte dei casi, in una Buenos Aires da telenovela.

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Buenos Aires, la città descritta da Betibù

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L’anima tormentata di Madame Bovary a Villimpenta

Lo scorso 11 aprile le lettrici di confine si sono incontrate per parlare di un altro classico, apparentemente simile al precedente ma che invece si distanzia per molti fattori: sto parlando diMadame Bovary di Gustave Flaubert. Sebbene la quasi totalità delle presenti lo aveva già letto, la ri-lettura non è affatto dispiaciuta.

In breve, il romanzo narra la storia di Emma Rouault, figlia di un contadino ma educata in un convento elegante, sposa di un mediocre medico di provincia, Charles Bovary. Nutrita di aspirazioni ambiziose e romanzesche e di sogni di lusso, ben presto si stanca della vita noiosa e piatta che conduce nei paesi della Normandia, dove non incontra che piccoli borghesi, banali e saccenti quali il farmacista Monsieur Homais. Diventa l’amante di un piccolo nobile dei dintorni e poi di un praticante notaio. Alla fine, ricoperta di debiti e delusa dalla realtà, così diversa dalla sua immaginazione, si avvelena.

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Ciò che è emerso da questo incontro è ripreso dalle parole di Dalila, che riporto letteralmente: “Madame Bovary rappresenta i tormenti dell’insoddisfazione, del vivere una vita che non sente sua, dell’aspirazione a sogni che non potrà realizzare. Flaubert ha voluto costruire Emma Bovary con tutta la negatività femminile, da buon misogino! Se lei vuole un po’ di felicità deve tradire il marito, indebitarsi e cadere nel gorgo del vizio. Ma io penso che alcuni sentimenti che Emma esprime siano comuni a tutte le donne in alcuni momenti della vita o anche per pochi attimi… Chi non si è sentita “prigioniera” di una routine che non sempre ci soddisfa? Chi non ha vissuto una certa noia nella ripetizione di gesti quotidiani o insofferenza a certe situazioni subite? Non dico fino ad arrivare alle scelte di Madame Bovary, ma alcuni sono sentimenti condivisibili e universali (certo che se avesse lavorato fino a sfiancarsi… ma non mi sembra il caso!). è un romanzo molto moderno, ma per l’epoca l’unica via d’uscita per aver vissuto una vita così anticonvenzionale rimane l’arsenico… oggi molte Madame Bovary hanno per fortuna altre vita d’uscita!” Continue reading “L’anima tormentata di Madame Bovary a Villimpenta”