Canneto in trasferta al Teatrino d’Arco

Questo mese (novembre 2017) “Trovo un libro nel Canneto” è andato in trasferta: sabato sera, al Teatrino d’Arco, abbiamo assistito alla rappresentazione dell’Accademia Teatrale Campogalliani de Quer pasticciaccio brutto de via Merulana dal romanzo di Carlo Emilio Gadda. Tanto duro il romanzo, sia per l’avvilupparsi delle vicende che per la complessità lessicale, tanto piacevole e godibile è stata la sua trasposizione teatrale. A parte il Teatrino – piccolo e raccolto – e l’Accademia Campogalliani – una certezza! – è stata una sorpresa vedere come lo sceneggiatore ed il regista siano riusciti a districare la trama del romanzo di Gadda, che è un vero pasticciaccio. Come ha ben sintetizzato Settimia: “Non abbiamo più l’età per certe letture…”

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Bravissimi gli attori, belle le scenografie, ricchi e importanti gli abiti, trucco e parrucco ricercati. Interessante la messinscena: i due questurini che, mentre entrano ed escono dal palcoscenico per cambiare gli arredi parlano tra loro e riassumono i vari avvenimenti, o l’apparire della defunta Liliana Balducci nel vano della porta che, sotto un unico riflettore, racconta e spiega, mentre il cugino Valdarena e il Commissario stanno in ombra, fermi e muti.

E’ stata una bella serata, un’occasione per fare insieme qualcosa di diverso… e ci siam detti che è da rifare! Continue reading “Canneto in trasferta al Teatrino d’Arco”

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A Soave l’anno dei Dodici Inverni

L’incontro del 21 Novembre del gruppo di lettura “Leggere a Soave” ha visto come protagonista il romanzo di Tullio Avoledo L’anno dei dodici inverni.
Lo scritto, in breve,  narra di un viaggiatore del tempo disposto a tornare nel passato per amore e per dare un nuovo futuro alla donna che ha amato.

5454_lannodeidodiciinverni_1257827118È il primo romanzo di fantascienza per il gruppo di lettura e in effetti inizialmente ci si è trovati decisamente spiazzati, ma procediamo con ordine: la prima parte del romanzo vede un anziano signore, Emanuele Libonati, giungere a casa della famiglia Grandi con la scusa di scrivere un libro dedicato ai bambini della zona nati il giorno di Natale (come lo è Chiara, la figlia di Esther ed Emilio Grandi). Libonati tornerà ogni anno a far visita alla famiglia, diventerà un incontro atteso, ma sempre più misterioso fino al 1986 l’anno del disastro nucleare di Chernobyl che colpirà più o meno indirettamente i Grandi, determinando la crescita di Chiara.

Questi primi capitoli hanno attratto molto una parte del gruppo: l’ambientazione e la scrittura lenta ma poetica, che lascia presagire la tragedia futura è riuscita ad incuriosire e invogliato a scoprire tutti i misteri che si celavano dietro la vita di Libonati. C’è, al contrario, chi ha trovato la stesura molto ripetitiva e dal ritmo per nulla incalzante: bisogna dire che ai capitoli più prettamente narrativi sono intervallati parti di natura più cronachistica dove vengono descritti gli avvenimenti accaduti negli anni (dal già citato incidente di Chernobyl alla morte di Lady Diana), un espediente usato dall’autore per concretizzare la vita del protagonista in quegli anni specifici, ma per alcuni componenti del gruppo questo ha creato un distacco troppo marcato con l’intreccio principale. Continue reading “A Soave l’anno dei Dodici Inverni”

Terzo incontro del Gdl di Bagnolo San Vito

Lo scorso 24 novembre, alcune lettrici del gdl di Bagnolo San Vito hanno dichiarato di aver chiuso il libro (“Per legge superiore di Giorgio Fontana), dopo le prime pagine, perché ritenuto poco interessante e piuttosto noioso. Successivamente hanno ripreso la lettura ed hanno scoperto un testo coinvolgente, dalle forti problematiche.

2278-3Una persona ha subito posto al gruppo le fatidiche domande: “Secondo voi, qual è la decisione del procuratore Roberto Doni? E perché non è l’autore a darci una risposta?” Il primo quesito ha immediatamente sollevato una vivace discussione. I presenti si sono divisi tra coloro, secondo cui il magistrato ha deciso di “saltare il fosso” e seguire la propria coscienza, e coloro secondo cui il protagonista non avrebbe gettato alle ortiche reputazione, vita personale e carriera per una soluzione scandalosamente immotivata. Ognuna delle due fazioni  ha portato argomentazioni e frasi del testo a conferma della propria opinione; alla fine ciascuno è rimasto del proprio parere, ma con qualche dubbio in più.  Per il secondo quesito, ci siamo detti che la mancata risposta dell’autore costituisce uno stimolo ed una sfida per il lettore ad immedesimarsi nel protagonista e a scegliere lui la conclusione, avendo a disposizione tutti gli elementi per poter decidere.

Un’altra coinvolgente problematica è la distanza tra la Giustizia e la legge. Anche su questo argomento si è sviluppato un confronto, che ha evidenziato quanto effettivamente la legge possa  essere ingiusta, sia nell’assegnazione della pena (a volte eccessiva per un piccolo reato, altre volte irrisoria per un grave reato), sia nella  certezza della stessa. Ha scandalizzato qualche lettore l’affermazione di Doni che la ricerca della giustizia pura e semplice fa finire nel caos.  Abbiamo pensato che ognuno di noi ha una propria  idea di Giustizia, e questo la rende una nebulosa,  impossibile da  codificare. Continue reading “Terzo incontro del Gdl di Bagnolo San Vito”

La ballata dei Lettori del Castello

Lo scorso martedì 21 novembre il Gruppo di Lettura casteldariese si è ritrovato in biblioteca per il consueto appuntamento mensile per trattare questa volta del romanzo di Ian McEwan La ballata di Adam Henry. Il libro è piaciuto –in percentuale- al 70% dei partecipanti, senza però scuoterli come avrei voluto, visto il delicato argomento di cui parla.

Adam Henry è un ragazzo quasi maggiorenne a cui viene diagnosticata la leucemia. Potrebbe salvarsi solo grazie alla trasfusione di sangue ma il ragazzo la rifiuta perché religioso e facente parte dei Testimoni di Geova, per i quali è proibito ricevere sangue da altre persone. Il caso passa in tribunale sotto la giurisdizione di Fiona Maye, importante giudice londinese che nel frattempo sta attraversando una crisi con il marito Jack. Per avere una migliore visione del caso Fiona va in ospedale a trovare il giovane Adam. Da quell’incontro scaturisce qualcosa che cambia entrambi i personaggi. Fiona ordina la trasfusione per Adam in modo da salvarlo, e il ragazzo si rende conto che grazie al giudice è riuscito a cambiare il proprio punto di vista in merito alla vita e alla fede che fino poco prima aveva seguito. Adam inizia a inviare lettere a cui Fiona non risponde e la segue addirittura fino a Newcastle, chiedendole di poter vivere con lei e il marito; dopo un breve sfiorarsi di labbra, Fiona lo allontana. Dopo qualche mese Fiona scopre a malincuore che la leucemia si è ripresentata, e che questa volta Adam ormai maggiorenne non ha accettato le cure, lasciandosi così morire.

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Secondo tutti i lettori è ovvio che Adam cerca in Fiona una figura, una guida. Dopo che le certezze della religione gli sono venute a mancare (dopo aver visto i genitori piangere di felicità una volta eseguita la trasfusione, sebbene andasse contro la loro fede), ha cercato qualcosa che potesse sostituirsi ad esse, senza trovarlo. E’ chiaro che tutte quelle lettere e l’aver seguito Fiona, fino a quel bacio, non sono segni di innamoramento bensì di una leggera infatuazione –molto possibile a quell’età-: in fondo Fiona gli ha ridato la vita, non solo fisicamente, ma gli ha anche insegnato che è bello vivere. E’ chiaro anche all’unanimità che alla fine il ragazzo abbia deciso di non accettare ulteriori trasfusioni per togliersi la vita, a causa della delusione provocatagli: non avendo trovato qualcosa a cui aggrapparsi torna alla religione, l’unico vincolo sicuro che abbia mai conosciuto. Continue reading “La ballata dei Lettori del Castello”

Lo scudo di Talos a Via col libro

Convince ed emoziona ‘Lo scudo di Talos’. Per il secondo appuntamento del gruppo di lettura ‘Via col libro’ della biblioteca comunale di Bozzolo Lunedì 13 novembre, i partecipanti, reduci dal raduno nazionale dei gruppi di lettura tenutosi a Mantova nel fine settimana precedente, sono andati alla scoperta del romanzo storico grazie ad uno dei libri ormai divenuti un classico, ‘Lo scudo di Talos’ di Valerio Massimo Manfredi, scritto nel 1988. In apertura un breve excursus sulla definizione del genere e sugli autori più famosi con la scoperta, per molti, che il primo romanzo storico in Italia è nientemeno che ‘I promessi sposi’ di Alessandro Manzoni.

_20171123_180755La storia scritta da Manfredi è quella dello spartano Talos, nato storpio, e per questo abbandonato dalla famiglia, che sembra condannato a una vita da pastore e a non diventare mai un valoroso guerriero come l’intrepido fratello Brithos. Ma il destino è tortuoso e avvicina i due fratelli, che si troveranno fianco a fianco nella lotta contro gli invasori persiani.

Coloro che hanno letto il libro, sono rimasti piacevolmente colpiti nello scoprire un autore fino ad allora poco preso in considerazione. La trama è stata coinvolgente con tutti i personaggi ben caratterizzati ed è stato interessante vedere la storia che si intrecciava con la finzione, utile anche per fare un ripasso di ciò che si era studiato a scuola. Tra i momenti più coinvolgenti, l’incontro con di Talos con la madre a Sparta e quello con la propria amata Antinea dopo anni di lontananza.

Ma come sempre i lettori del gruppo non lasciano nulla al caso e anche in questa occasione qualche lettore ha sollevato le proprie perplessità. Secondo qualcuno il libro “sarebbe stato ugualmente bello con un centinaio di pagine in meno” mentre altri hanno notato “la poca collocazione temporale” che non aiutava il lettore “nel vedere lo scorrere del tempo”. Altri hanno evidenziato che “la figura di Talos leader, in un mondo gerarchico come Sparta, risulta poco credibile, in quanto zoppo e allevato da pastori”. La media voto del libro è stata molto alta, 7.4 con nessuna insufficienza.

Il prossimo appuntamento sarà martedì 19 dicembre, alle ore 19, con il romanzo di guerraNiente di nuovo sul fronte occidentale di Erich Maria Remarque.

Pier Luigi per #TRC

 

Gli occhiali di Cavour scomparsi… un caso per Castei di libri

Mercoledì 15 Novembre il gruppo di lettura “Castei di libri” di Castelbelforte si è ritrovato per  discutere del romanzo di Laura Mancinelli Gli occhiali di Cavour.
Un racconto breve, un misterioso caso di sparizione in un ristorante che conservava in una vetrina alcuni cimeli appartenuti al Conte di Cavour… e nemmeno a dirlo il proprietario che sembra una sua caricatura. L’ormai pensionato Capitano Florindo Flores, si trova quindi a risolvere questo caso fra personaggi improbabili e situazioni al limite del paradossale con un finale da non sottovalutare.

cover Un giallo simpatico che ha strappato qualche risata al gruppo che ha apprezzato il libro per la semplicità e per la costruzione degli episodi: il caso sembrava assumere contorni sinistri ed infittirsi sempre di più per poi sciogliersi in breve tempo. È forse quest’ultimo aspetto che è mancato di più: la ragnatela era ben costruita, poi i più sono rimasti delusi da come sia stato portato a termine il libro. Il fatto di non trovare personaggi descritti a tutto tondo, ma appena accennati, quasi si disperdessero nelle nebbie del Po, non ha giocato sicuramente a favore della trama.

Tutti i membri del gruppo sono stati concordi nel definire “Gli occhiali di Cavour” un romanzo per passare qualche ora di divertimento, una lettura leggera e spensierata che ha ricordato ad alcuni certi episodi di Poirot e lontanamente la serie di Agatha Raisin che abbiamo letto qualche mese fa.

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Bibliochiacchiere celebra Pirandello

La vita la si vive o la si scrive, io non l’ho mai vissuta se non scrivendola“.
Siamo partiti da questo splendido aforisma per celebrare i 150 anni dalla nascita di Pirandello durante il GDL del 30 ottobre, tenutosi presso la biblioteca di Guidizzolo.
La ricorrenza era troppo importante per non dedicare spazio e tempo al premio Nobel per la letteratura del 1934, approfondendo vita, opere e prosa.
La serata si è potuta svolgere grazie al prezioso aiuto di Anna e Stefania (le nostre prof), che con la loro preparazione ci hanno consentito di inserire all’interno della discussione sul libro letto L’esclusa (tra l’altro molto apprezzato) una piccola lezione di letteratura.
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Una serata davvero piacevole e interessante, in una formula un po’ diversa dal solito che sicuramente andrà ripetuta e riproposta. I consensi sul libro letto, uno dei primi di Pirandello pubblicato nel 1901 sono stati  quasi unanimi per l’universalità e la modernità dei temi trattati.
Dopo questa parentesi classica il prossimo appuntamento, l’ultimo del 2017, lunedì 11 dicembre sarà con un autore contemporaneo: Niccolò Ammaniti e il suo Io e te.
Non mancate!!!
Ronny per #TRC

Alta fedeltà per i Lettori di Marca

Lo scorso 13 novembre ore 21.00 i Lettori di Marca di Marcaria, si sono incontrati per condividere un commento su Alta Fedeltà di Nick Hornby.

cover1-e1434628359888Nonostante il grande successo ottenuto al momento della pubblicazione, non è stato particolarmente apprezzato dal Gruppo che l’ha definito abbastanza inconsistente come trama, piuttosto ripetitivo, con lunghi elenchi di titoli di musicali e di film che ne rappresentano la caratteristica principale lungo tutto il racconto. Le descrizioni dei personaggi sono molto crude, essi presentano tratti ai limiti della patologia e non hanno la minima competenza su come intessere relazioni umane. La storia diventa molto scontata e non può che finire così, piena di incongruenze e purtroppo molto realistica e adattabile ai nostri anni.

Riconosciamo che in queste genere di descrizioni Hornby è veramente un maestro!
Voto finale medio (dopo acceda discussione) 6+, il prossimo incontro si terrà la sera dell’11 dicembre sempre in biblioteca a Marcaria ore 21.00 con Tokyo blues di Murakami.

Vi aspettiamo!

Giorgia per #TRC

La Sinfonia del violino nero a Castelbelforte

Dopo la pausa estiva e il primo incontro di Settembre dove abbiamo scelto letture e calendario per i prossimi mesi, torna il gruppo di lettura di Castelbelforte “Castei di libri” che Mercoledì 25 Ottobre ha discusso del romanzo di Maxence Fermine “Il violino nero.

La storia narra di Johaness Karelsky, violinista di grande talento, che ha come obiettivo quello di scrivere una grande sinfonia dedicata alla sua vita. La sua carriera procede benissimo, ma arriva16584877_1656497951317826_2262614094659977216_n la guerra e viene arruolato nell’armata napoleonica che dovrà affrontare la Campagna d’Italia. Il giovane viene ferito e destinato al presidio di Venezia, la musica sembra lontana, ma proprio in questa città farà gli incontri che cambieranno la sua vita: il vecchio liutaio Erasmus e il suo violino nero.

Un breve romanzo, quasi un racconto, che è stato apprezzato da tutto il gruppo per diversi motivi: principalmente la scrittura leggera e scorrevole che ha saputo catturare l’attenzione dei lettori; secondariamente la trama ben strutturata con quel pizzico di mistero e che è riuscita a restituire sensazioni e atmosfere talvolta cupe talaltre oniriche. Come rilevato da tutti i membri del gruppo ciò che muove tutto il romanzo sono la passione e l’amore che si mescolano e si uniscono nella figura del violino e di una donna misteriosa.

Nota negativa del romanzo è stata sicuramente la brevità: la trama poteva dare molti spunti per approfondire episodi e personalità dei protagonisti che risultano essere appena accennati e abbozzati lasciando un po’ di amaro in bocca perché i presupposti erano ottimi.
D’altronde l’autore ripercorre la stessa formula del romanzo precedente Neve dove protagonista è questa volta un poeta giapponese, Yuko, che, nel viaggio che lo porterà alla ricerca di Sosaki, uno dei più grandi maestri di haiku(forma poetica nipponica), troverà sul suo cammino una misteriosa donna congelata sui monti. E questa sarà anche al formula, questa volta un po’ più articolata, de L’apicoltore altro breve romanzo che va a completare la trilogia dei colori di Maxence Fermine.
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Amiche per la pelle a Bagnolo San Vito

In Amiche per la pelle” di Laila Waida quattro donne immigrate (un’indiana, una cinese, una bosniaca, un’ albanese) sono le protagoniste di questa storia di integrazione, raccontata in modo lieve e divertente. La loro amicizia è dovuta al fatto che abitano in uno stesso palazzo a Trieste ed incontrano le stesse difficoltà, in quanto straniere. Emergono i problemi legati all’inserimento, come quello della lingua, del vicinato, dello sfratto, della casa, del lavoro. Ma queste donne sono forti ed insieme ce la mettono tutta per superare gli ostacoli: imparano la lingua, cercano di conoscere la cultura della città che le ospita, si danno da fare per cercare una nuova casa e un lavoro, sono molto più aperte dei loro uomini.

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Queste sono le impressioni emerse durante l’incontro del 27 ottobre a Bagnolo San Vito: ovvero che siano le donne a favorire l’integrazione delle rispettive famiglie, perché sono loro ad avere più  contatti con il mondo esterno. Soprattutto, si ritiene che siano i bambini i veri mediatori linguistici e culturali tra le famiglie e le varie istituzioni, perché non solo compiono tutto il percorso scolastico, ma trascorrono molto del loro tempo immersi nel tessuto sociale locale. Si fa notare, però, che parte di questi bambini, una volta diventati giovani, adottano usi e costumi dei paesi di provenienza, per un forte senso di identità. In alcune delle nostre località, per favorire l’integrazione ed una reciproca conoscenza, si organizzano feste multiculturali in piazza, anche per più giorni.

E’ emersa un’osservazione sulle abitazioni: nel libro, quest’ultime sono arredate  secondo la consuetudine dei paesi d’origine. Nella nostra realtà locale, questo accade solo in parte, per lo più le case degli stranieri rispecchiano il gusto occidentale. Invece il cibo rimane quello tipico del paese di provenienza, anzi spesso influenza quello nostrano, ad esempio nell’uso di spezie. Un’ulteriore riflessione riguarda le parole della donna bosniaca: “Come si può parlare di integrazione degli stranieri, quando a volte siete voi italiani a non sentirvi parte della stessa nazione?”Come darle torto? Continue reading “Amiche per la pelle a Bagnolo San Vito”