Biblioteca legge Festivaletteratura 2018 a Canneto

Per il terzo anno consecutivo il gruppo di lettura “Trovo un libro nel Canneto” ha organizzato “Biblioteca Legge Festivaletteratura 2018”. Così, la sera di mercoledì 25 luglio, abbiamo presentato le nostre particolarissime recensioni di libri ed autori che saranno presenti a Mantova fra il 5 e il 9 settembre per la 22° edizione del Festival.

I temi del Festivaletteratura 2018 sono quelli di cui si dibatte solitamente in TV o sui giornali, a livello politico ed intellettuale: le migrazioni, in primis, gli esuli e lo sradicamento dalle proprie origini, la democrazia e la sovranità popolare, le guerre e i conflitti che insanguinano il nostro tempo.

E dunque comincio io: ho letto alcuni dei libri consigliati nella bibliografia preparata ad hoc dalla Rete Bibliotecaria Mantovana. Alcuni mi sono risultati ostici, tristi e disperati (non propriamente letture estive…), ma ho voluto mettere l’accento su Viaggiatore suo malgrado di Tran Huy Minh, dove l’autrice – francese di origini vietnamite – racconta la storia di persone costrette a partire dalla loro terra d’origine e, attraverso le loro vite, narra di suo padre – bambino rifugiato, genitore povero, studente straniero, lavoratore espatriato, turista nel suo stesso paese – che non si era mai sentito al proprio posto da nessuna parte. Poetico e commovente.

Stefania V. ci ha parlato di due libri: Selva oscura di Nicole Krauss – un libro che l’ha spiazzata, senza trama e vicenda, forse adatto ad esperti di ebraismo e che, leggendo le recensioni positive di altri, l’ha portata a chiedersi “… ma forse sono io che non capisco?”. Poi si è consolata con il delizioso Stella o croce di Gian Mauro Costa, giallista palermitano della collaudata scuderia Sellerio. Qui la protagonista è una giovane poliziotta della squadra mobile palermitana che indaga sull’assassinio di una parruccaia. Questo insolito lavoro ci ha portato a parlare del romanzo La treccia di Laetitia Colombani, autrice che non sarà al Festival ma che Maura ed altri di noi hanno letto di recente e l’aggancio è venuto automatico: il romanzo traccia la vita di tre donne, diverse per culture e condizione, fra le quali una giovane palermitana che eredita al padre un laboratorio di parrucche sull’orlo del fallimento.

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La Biblioteca di Asola presenta il Festivaletteratura 2018

La Biblioteca di Asola presenta il Festivaletteratura 2018

Mercoledì 18 luglio il gruppo di Lettura “Metti una sera un libro” di Asola,  ha presentato nel giardino della Biblioteca comunale, alcuni autori del prossimo Festivaletteratura.

Il primo libro proposto è Stella o croce di Gian Mauro Costa, giallista della casa editrice Sellerio. La vicenda è ambientata a Palermo e la vittima è una parruccaia, all’apparenza benvoluta da tutti i suoi clienti, trovata inspiegabilmente morta nel suo negozio. Ad interessarsi del caso  è la poliziotta Angela Mazzola, non appartenente alla squadra omicidi, ma al reparto rapina, quindi costretta a condurre un’indagine “clandestina”. Il libro catalizza l’attenzione del lettore e lo fa sentire parte attiva nella ricerca della verità, immedesimazione che porta quasi a voler rallentare la lettura per non arrivare troppo velocemente alla fine. Il titolo deriva dal cosiddetto “Gioco del Signoruzzo”, derivato dal detto popolare per cui “il Signoruzzo” giocherebbe ogni giorno a stella o croce, decretando di volta in volta la vita o la morte delle persone.

Altro libro presentato è Pensando a mio padre dell’autore cinese Yan Lianke, libro autobiografico diviso in due parti: Pensando a mio padre e In quegli anni. La prima parte è incentrata sulla relazione con il padre e sul lavoro e la fatica fatta dai genitori contadini per garantire a loro, figli, una vita migliore, questo genera però nell’autore un senso di colpa profondo nei loro confronti, che emerge in modo quasi opprimente. La seconda parte riguarda invece la sua carriera scolastica, la competizione con la compagna di banco cittadina e poi, cresciuto, gli anni nell’esercito. La scrittura di Lianke è scarna e poetica e il libro è interessante come spaccato sociale della Cina, ma non è risultato una lettura coinvolgente e trascinante, anche per via di quel senso di colpa vissuto in modo negativo, che rimane in sottofondo per tutto il libro.

Il terzo libro proposto è Selva oscura di Nicole Krauss. La vicenda prende il via a New York, con due personaggi: un avvocato di successo che a 60 anni in piena crisi esistenziale decide di lasciare tutte le sue ricchezze e di ritirarsi in Israele per ritrovare le proprie origini, ma lì misteriosamente scompare, e  una scrittrice di libri di successo in cerca di ispirazione che decide di ritornare a Tel Aviv nell’hotel dove passava le vacanze con la famiglia. La scrittrice viene coinvolta nella ricerca di alcuni testi inediti di Kafka, che una credenza vuole non sia morto a Vienna, ma si sia trasferito in Israele. Il titolo del libro rimanda alla Commedia dantesca, alla selva oscura come luogo del perdersi e del ritrovarsi; l’autrice gioca molto sull’incertezza, lasciando al lettore la possibilità di trarre le  proprie conseguenze, nell’ambito di una cultura, quella ebraica, dove domina la precarietà. Il libro parte con un ritmo abbastanza lento che risulta poco allettante, poi la lettura diventa più scorrevole e la storia di dinamizza, coinvolgendo più attivamente il lettore.

Il libro successivo è Le tre del mattino di Gianrico Carofiglio. La vicenda si snoda nel tempo molto breve di  tre giorni, che i protagonisti, padre e figlio sono costretti a passare a stretto contatto a Marsiglia e in cui si troveranno ad affrontare i nodi del loro rapporto. I temi che emergono sono il passaggio dall’adolescenza all’età adulta e una forte riflessione sui rapporti umani, in particolare sul rapporto genitori figli e su quanto, a vicenda, questi credono di conoscersi. Ci sono ampi spazi dedicati anche ai temi della matematica, passione del padre, e alla musica, all’interno di una scrittura, quella di Carofiglio, sempre gradevole e coinvolgente.

La presentazione è poi proseguita con Fiamme di Gyorgy Dragoman, scrittore rumeno di lingua ungherese. Il libro è ambientato nel periodo di passaggio dalla dittatura di Ceaușescu alla democrazia. La protagonista è Emma, una ragazza tredicenne che si ritrova orfana e sola al mondo dopo la morte dei genitori in un incidente, ma che proprio in orfanotrofio scopre l’esistenza di una nonna, che la prende a vivere con sé. Con la nonna impara a conoscere se stessa, la propria famiglia e il suo passato e comprende che la morte dei genitori, dissidenti del regime, ha troppe ombre per essere stata un incidente;  inoltre la nonna è una sorta di “strega” che inserisce nel quotidiano della ragazza rituali e pratiche “magici”. Il romanzo è essenzialmente un romanzo di formazione, in cui si fondono elementi di realtà, magia e ricordi e in cui la magia stessa diventa metafora della scoperta della libertà. La libertà è un tema che l’autore affronta anche a livello politico, infatti nel libro emerge il suo pensiero critico sulla molta strada ancora da percorrere dal suo paese per arrivare ad una realtà realmente democratica. La scrittura del romanzo è secca ed essenziale e il testo è impegnativo, con affondi complessi sul tema della magia, ma molto affascinante, consigliato come lettura “impegnata”.

 

Il successivo libro proposto è Mary e il mostro, graphic novel di Judge Lita. La protagonista del libro è Mary Shelley, l’autrice di Frankenstein e la storia racconta la sua vita e come è stato concepito “il mostro”. Mary infatti cresce con il padre, di idee progressiste, che nonostante sia femmina le permette di studiare, però la sua mentalità aperta non è sufficiente per accettare la relazione della figlia sedicenne con il poeta P.B. Shelley.  Mary viene cacciata di casa, ripudiata e bandita dalla società, ed è all’interno di questa sofferenza che nasce l’idea di Frankenstein.  Il libro è composto da immagini dipinte ad acquerello e di testi in versi liberi, la scrittura è sottile e leggera, ma riesce a toccare in profondità.

Abbiamo proseguito con Nelle terre di nessuno di Chris Offutt, raccolta di racconti ambientati nel Kentucky, quelle “terre di nessuno” in cui si aspetta solo di morire. I racconti sono affilati, taglienti, come l’immagine della bottiglia rotta in copertina, destabilizzanti. L’impressione è quella di una macchina da presa che mette a fuoco, spostandosi nelle varie zone, situazioni di estrema povertà e crudezza, così come essenziale e scarno è il linguaggio usato dall’autore, adeguato alle immagini che presenta: la sporcizia, il fango, il gioco d’azzardo, i fucili. Nell’ultimo racconto emerge però uno spiraglio di speranza per quelle terre.

Durante la serata sono stati presentati anche due libri di autori presenti al Festival, non presenti nella bibliografia, in quanto scritti precedentemente. Il primo è Il mangiatore di pietre di Davide Longo, un noir ambientato nella zona dell’Occitania, zona di confine tra l’Italia e la Francia, zona in cui tutti coloro che vogliono fare un lavoro “normale” sono ormai emigrati e sono rimasti soltanto coloro che operano ai margini della legalità. Cesare, il protagonista è dedito ad attività di contrabbando e sarà proprio lui a ritrovare in un torrente il cadavere del ragazzo a cui stava insegnando il mestiere. L’unica donna che troviamo nel romanzo è il commissario che arriva al paese per indagare sul caso, delle altre emerge solo il ricordo o la nostalgia nelle parole di chi è rimasto. Il mondo rappresentato è un mondo dove è più quello che si nasconde di quello che si dice (le pietre del titolo corrispondono alle parole). L’autore sceglie una scrittura adatta all’ambiente: nel raccontare la natura utilizza uno stile descrittivo e si sofferma sulle immagini, mentre nel parlare dei rapporti umani utilizza uno stile scarno e ruvido. Nella storia passano molti personaggi e talvolta è difficile ricostruire i rapporti tra di loro, nonostante questo il libro è stilisticamente molto curato, è un esperimento interessante che però richiede attenzione e impegno nella lettura.

Il secondo libro in questione è Ai nostri padri di Andrew O’Hagan, raccontato in prima persona dal protagonista Jamie, che ormai trentenne ritorna a casa, in Scozia, dopo aver vissuto diversi anni a Liverpool,  per assistere il nonno malato. Nel periodo in cui torna a vivere con i nonni ripercorre la sua vita, l’infanzia con il padre alcolizzato e la madre che non riesce a lasciarlo, la sua scelta di ragazzino di andarsene di casa e andare a vivere con i nonni paterni, le giornate trascorse sui cantieri con il nonno, rinomato costruttore di case popolari, chiamato Mister Edilizia. Pur faticando inizialmente a reintegrarsi con quella mentalità scozzese di cui non si è mai sentito parte, Jamie riesce pian piano a conoscere meglio i nonni e i propri genitori , che nel frattempo si sono rifatti una vita e hanno trovato la loro strada, e a perdonarli, perdonando in qualche modo anche se stesso e riprendendo le fila della propria vita. Il libro ha un ritmo molto lento, fatto di immagini naturali che rispecchiano lo stato d’animo del protagonista, di dialoghi e di riflessioni, il linguaggio utilizzato è molto letterario, in alcuni tratti poetico. Seppure consigliato come testo, la lettura non è particolarmente semplice e scorrevole.

Il Gruppo di Lettura si incontrerà ora nel mese di settembre. Condivideremo ulteriori letture di autori presenti a Festivaletteratura 2018 e le esperienze degli eventi cui avremo avuto la possibilità di assistere.

 

Marzia per #TRC

Biblioteca legge Festivaletteratura in veste “speed date”a Poggio Rusco

Lo scorso Martedì 24 Luglio si è svolto l’incontro pioneristico pensato dai gruppi di lettura di Poggio Rusco “Bartleby” e Villa Poma “Volta pagina”: uno speed date letterario che ha permesso ai partecipanti di muoversi all’interno di tre tavoli dedicati a macroargomenti: gialli, humor e giovani adulti, altri mondi.

Come funziona lo speed date letterario? I lettori componenti del gruppo hanno a disposizione 5 minuti di tempo perprovare a conquistare i presenti con i libri che hanno letto e preferito degli autori che saranno alla prossima edizione del Festival. Quando finisce il tempo il turno passa a un altro lettore, in un carosello di consigli, aneddoti e suggerimenti.

La partecipazione alla serata è stata molto alta, con lettori anche di altre biblioteche incuriositi da questa nuova modalità di presentazione.

Cogliamo quindi l’occasione per ringraziare tutti i partecipanti dei gruppi di lettura “Bartleby” e “Volta pagina”. È stata per tutti una serata di ottimi consigli di lettura e condivisione importante!

Vi aspettiamo nelle biblioteche mantovane di Poggio Rusco e Villa Poma dove sono disponibili i libri della bibliografia presentata ieri, e molti altri di autori presenti al Festival, oltre al programma cartaceo che arriverà in biblioteca la prossima settimana!

Arrivederci a Mantova dal 6 al 9 settembre!

Federica per #TRC

 

Federica Ragazzi

Blf a Villimpenta e Castelbelforte

Lo scorso mercoledì 18 luglio i tre gruppi di lettura “Letture di Confine” di Villimpenta, “Castei di libri” di Castelbelforte e “I lettori del castello” di Castel d’Ario si sono incontrati per il 3° anno consecutivo per discutere dei libri presenti nella bibliografia preparata ad hoc per l’evento Biblioteca Legge Festivaletteratura.

La location è stata tra l’altro d’eccezione: l’evento si è svolto nella cornice del Castello Scaligero di Villimpenta (MN) . La formula è quella che già i partecipanti conoscevano. I bibliotecari Daniela ed Elia hanno condotto i lettori attraverso la bibliografia partendo dai romanzi gialli che nemmeno quest’anno mancano all’appello.

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Giovanna, lettrice di confine e appassionata di gialli, ha rotto il ghiaccio parlandoci del romanzo di Romano De Marco Se la notte ti cerca dove la protagonista è un commissario donna. Abbiamo proseguito con un altro giallo scritto da una donna, Jessica Fellowes, nipote del già famoso scrittore Julian Fellowes. Jessica prende un omicidio realmente accaduto, quello dell’infermiera Florence Nightingale Shore, e lo trasforma nel primo romanzo della sagaI delitti Mitford, dove le protagoniste sono proprio le sorelle Mitford, famose durante gli anni 30 e 40 del Novecento. Continue reading “Blf a Villimpenta e Castelbelforte”

Il GdL di Asola legge “A neve ferma” di Stefania Bertola

Il GdL di Asola legge “A neve ferma”  di Stefania Bertola

Nel romanzo di Stefania Bertola  “A neve ferma”,  affrontato nell’ incontro dello scorso 20 giugno, si intrecciano le vite di diversi personaggi: Emma, con un talento particolare per la cucina, che in tre giorni si fidanza con l’uomo dei suoi sogni e lo vede andarsene tra le braccia di un’attrice; Elena, la direttrice di sala della pasticceria Delacroix, innamorata da anni del proprietario, senza mai esserne ricambiata; Bianca, che vuole diventare milionaria ma non ha ancora capito cosa vuole essere nella vita, e infine Camelia, giovane e spensierata, facile all’ innamoramento e per nulla propensa alla strada di pasticcera che la madre auspica per lei.

Le loro vicende, tra amori, sotterfugi ed enigmi da risolvere, si intrecciano sullo sfondo del lavoro quotidiano alla pasticceria Delacroix e del concorso internazionale “Una stella per Natale”, una sorta di reality show di alto livello a cui i migliori pasticceri al mondo possono inviare i loro giovani collaboratori.

Il libro è stato positivamente accolto come una lettura leggera e spensierata, il linguaggio è scorrevole, con termini presi dal parlato, a volte storpiati per essere resi più realistici e più aderenti al contesto sociale dei personaggi. Ciò nonostante le vicende narrate sono concitate e intricate, a tratti paradossali, con un numero eccessivo di personaggi che si alternano sulla scena e rischiano di confondere il lettore.

Il nostro gruppo ha apprezzato l’ironia e lo sguardo critico con cui sono presentati i protagonisti; l’autrice presenta una parodia della società contemporanea accentuandone i difetti: giovani senza obiettivi, senza ideali, fuorviati dai miti proposti dai media, incapaci di relazioni di coppia; genitori che trattano i figli come oggetti di troppo, preoccupati solo di modellarli secondo le proprie aspettative. Il risultato è un libro divertente, ma nello stesso tempo amaro e dissacrante.

Nel prossimo appuntamento,  mercoledì 18 luglio, il Gruppo di Lettura “Metti una sera un libro” presenterà alcuni libri degli autori presenti al Festivaletteratura.

“Il posto” di Annie Ernaux al GDL di Gazoldo e Mariana

Il primo vero appuntamento con i lettori del nuovo GDL condiviso tra Gazoldo e Mariana Mantovana è stato lo scorso Martedì 26 Giugno, in biblioteca a Gazoldo degli Ippoliti intorno alle 21.00 per parlare del libro di Annie Ernaux Il posto.

il-postoOspite speciale anche questa volta è stata la nostra Simonetta Bitasi, lettrice ambulante, e vera guru dei GDL mantovani. La presenza alla serata è stata piuttosto alta e il libro di cui sopra, ci ha fatto riflettere ed esprimere diversi punti di vista.

“Il posto” è certamente un romanzo breve ed autobiografico, la scrittrice racconta della sua infanzia in particolare il rapporto che aveva con il padre, purtroppo venuto a mancare, e nel raccontarlo affronta temi che ci sono vicini e sono sempre attuali, ad esempio:

 

  • Le differenze tra classi sociali, la scrittrice ed il padre si trovano da una parte e dall’altra della barricata, lui semplice operaio e commerciante di paese, lei laureata ed insegnante, ormai abituata alla vita di città ed altri stili di vita.
  • Una certa intimità nel ricordo, nella quale ci troviamo quasi a spiare l’autrice con il padre, mentre ripercorre momenti salienti oramai svaniti.
  • L’elaborazione del lutto, che lei attua mettendo distanza tra lei e il padre, tra lei e i suoi sentimenti, ma che comunque in alcuni tratti del romanzo vengono a galla…

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Calendario ufficiale di “Biblioteca legge Festivaletteratura” 2018

Questo post è di servizio e serve per ricordavi gli appuntamenti che nei mesi di Luglio ed Agosto 2018, si svolgeranno nelle biblioteche mantovane e attraverso i gruppi di lettura si parlerà degli autori presenti alla prossima edizione dal 5 al 9 settembre.

Qui potete trovare il calendario alla pagina del sito di Festivaletteratura.

Qui trovate la pagina dedicata dal sito delle biblioteche mantovane.

*Cliccando le immagini si accede al programma completo in formato PDF.

 

 

“Sotto la pelle” di Faber a Rivarolo Mantovano

Lo scorso Mercoledì 27 Giugno alle 20.45 ci siamo ritrovati in sala lettura della Fondazione Sagnuanini per parlare diSotto la pelle di Michel Faber, libro che chiude la stagione degli appuntamenti con il GDL di Rivarolo dedicati a “le ragazze” per l’annata 2017/18.

Certamente tra i personaggi femminili che abbiamo incontrato quest’anno Isserley sarà uno di quelli che scorderemo meno velocemente, un’eroina davvero particolare… nell’umido e piovoso territorio scozzese un’insolita autista raccoglie dalla strada autostoppisti disperati. E di questa loro disperazione si aprofitterà, fino ad un punto che non riusciamo inizialmente a sospettare.

La storia narrata è davvero sui generis, e per non svelarvi troppi particolari non entreremo nei dettagli, ma parleremo dei temi fondamentali e fortissimi toccati dal libro: immediatamente balza evidente lo sfruttamento intensivo dell’allevamento, nel libro si prova a ribaltare la prospettiva di chi sfrutta l’altro? Chi è il bestiame? Un esempio aggiacciante e fortissimo in alcune pagine del libro ci ha lasciati davvero pietrificati.

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Poi la solitudine dei personaggi, sia della protagonista che degli autostoppisti: quando sei lasciato a te stesso non hai possibilità di dialogo, di confrontarti e spesso nemmeno di salvarti. In un passo del libro ci ha colpiti una frase, davvero adatta “La società ti manda al macello”. Se sei da solo, puoi contare solo su te stesso.

Il tema delle differenze sociali, chi ha una buona posizione può permettersi di essere *buono*, di svolgere il lavoro che vuole, di poter disporre della propria vita e della propria ricchezza come preferisce, infischiandosene di quello che accade di sbagliato intorno noi. Ma questo libro vuol dirci proprio che sotto la pelle tutti siamo uguali, e non parliamo di colore o abitudini culturali, ma proprio di sentimenti atavici che ci spingono ad accettare una situazione, a ribellarci alle ingiustizie. Se l’umanità ci mette davanti a certe scelte però non è più umanità! Cos’è l’umanità? Continue reading ““Sotto la pelle” di Faber a Rivarolo Mantovano”

Le lettrici di confine chiudono con un classico “rivoluzionario”

Se abbiamo definito L’amante di Lady Chatterley di David Herbert Lawrence un classico rivoluzionario è perché tutte le lettrici di confine di Villimpenta, durante l’ultimo incontro dello scorso Mercoledì 20 Giugno presso il ristorante “Antico Mulino”, sono state d’accordo sul fatto che questo romanzo sia segno di una ribellione –in questo caso scritta- sulla situazione sociale ed economica che era conseguenza del progresso dell’Inghilterra dei primi del Novecento.

Non a caso il romanzo fece molto scalpore e destò scandalo, anche per il modo in cui viene affrontata la tematica sessuale; difficilmente venne pubblicato, finchè negli anni 50 un editore italiano decise di dargli una possibilità. Ma andiamo per gradi.

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Costance, dopo una giovinezza in giro per l’Europa, sposa Clifford Chatterley, un uomo della bassa aristocrazia, grazie al quale diviene Lady Chatterley. In seguito a una ferita di guerra Clifford diventa impotente, portando Costance a intrattenere prima una relazione con l’incostante Michaelis, poi con Oliver Mellors, il guardacaccia della tenuta del marito.

Quest’ultima relazione, insieme al desiderio di maternità della donna, saranno gli elementi che la faranno allontanare dal mondo freddo che la circonda, basato su convenzioni sociali che le vanno strette, in favore di una vita all’insegna della passione e delle emozioni forti da condividere con il suo amante. In questo romanzo, la lotta nei confronti di un mondo borghese impostato e incapace di fare sentire Costance una vera donna passa tramite il sesso, mezzo per raggiungere la consapevolezza di sé e di quello che si vuole davvero. Continue reading “Le lettrici di confine chiudono con un classico “rivoluzionario””

Il profumo della rugiada all’alba al GDL di Bagnolo San Vito

Venerdì 22 Giugno i lettori del GdL di Bagnolo San Vito hanno sfidato le innumerevoli iniziative presenti sul territorio e le fisiologiche assenze dovute ai primi periodi festivi, per discutere del libro del mese: Il profumo della rugiada all’alba di Edwidge Danticat (Piemme, 2012).

La discussione ha coinvolto una decina di lettori, tra i quali, ospite graditissima, Simonetta Bitasi.

Il confronto non si è fatto attendere: Il libro ha diviso le opinioni dei presenti dando vita ad una piacevole chiacchierata. Edwidge Danticat affronta diversi temi interessanti facendo luce sulle vicende personali degli esuli haitiani fuggiti dalla dittatura di Duvalier attraverso la ricostruzione del rapporto tra una figlia e suo padre, protagonista di un difficile periodo storico per il piccolo stato caraibico.

7552-SOVRAC.inddDopo le prime coinvolgenti pagine, Danticat porta in evidenza il difficile intreccio tra vittime e carnefici di un regime dittatoriale, esplicitando immediatamente lo snodo centrale del romanzo. I capitoli che si susseguono ricostruiscono una figura complessa, quella del padre di Ka Bienaimè e della sua confessione. Tutti i lettori hanno trovato interessante la soluzione adottata dall’autrice, che anticipa il picco del climax narrativo al contrario di quello che ci si potrebbe aspettare da una lettura più convenzionale.

Alcuni dei presenti hanno però messo in evidenza come, a loro avviso, tale scelta non riesca ad essere supportata dalla struttura del romanzo: il forte impatto emotivo iniziale sfuma nel corso delle pagine trascinando con se il giudizio complessivo sul libro. Si è convenuto che probabilmente ciò è figlio della cifra stilistica scelta dall’autrice per la costruzione di questo romanzo, più vicina ai freddi confini della cronaca rispetto al più caldo pathos della narrativa (pur non nascondo un evidente ed inevitabile giudizio sull’immenso dolore proprio delle vicende narrate). Continue reading “Il profumo della rugiada all’alba al GDL di Bagnolo San Vito”