Bibliochiacchiere tra Carlotto, Festivaletteratura e Pirandello

Dopo la pausa estiva e a pochi giorni dall’inizio dell’autunno, lunedì 25 settembre presso la Biblioteca di Guidizzolo il gruppo di lettura Bibliochiacchiere si è ritrovato per l’appuntamento periodico.
Avendo avuto più tempo, il nostro gruppo si è cimentato con la lettura di più libri, nello specifico due opere teatrali del maestro italiano del noir Massimo Carlotto: Niente, più niente al mondo e Il mondo non mi deve nulla.
Due libri (da cui sono state tratte anche rappresentazioni teatrali) intensi e drammaticamente attuali, che hanno convinto e fatto riflettere il nostro gruppo (Il teatro è un’altra nostra grande passione).
Come ormai da anni, durante il primo incontro del gruppo di lettura dopo le vacanze estive, dedichiamo una buona parte della serata per raccontarci e condividere l’esperienza del Festivaletteratura appena trascrorso. Ognuno di noi ha parlato della propria esperienza, degli eventi a cui ha partecipato e delle emozioni vissute durante i giorni dell’edizione 2017.
Il prossimo appuntamento con Bibliochicacchiere è per lunedì 30 ottobre sempre ore 21:00 con Luigi Pirandello e L’esclusa.
Ronny per #TRC
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“Il posto” della Ernaux al gdl di Canneto

Dopo la pausa estiva, mercoledì 27 settembre 2017 il gdl “Trovo un libro nel Canneto” è tornato ad incontrarsi per parlare insieme del libro di Annie Ernaux Il posto, pubblicato dalla piccola casa editrice romana L’Orma.

La discussione sul libro si è aperta subito e, come prevedibile, si sono formati due schieramenti contrapposti: chi, come me che l’ho proposto, l’ha apprezzato per la sua scrittura raffinata e cruda, oggettiva e priva di qualsiasi sentimentalismo e chi, esattamente per questo motivo, lo ha invece “respinto”. Anche se, alla fine, qualcuno degli “oppositori” ha affermato: ho trovato la nostra discussione più interessante del libro stesso!

Ma andiamo con ordine: il romanzo è autobiografico, come tutti quelli della Ernaux. Partendo dalla morte del padre – uomo semplice che, da bracciante agricolo si è fatto prima operaio e poi piccolo commerciante – la figlia ricostruisce la storia della sua famiglia. I conflitti culturali tra lei ed il padre, il suo desiderio di emanciparsi dall’ambiente dei genitori e, per contro, il senso di inadeguatezza degli stessi genitori verso il suo mondo sono tutti elementi che, alla fine, li rendono estranei: fuori posto loro nella sua vita, lei nella loro. La vita del padre diventa autobiografia della figlia e il solco culturale che li ha divisi brucia un po’ come un tradimento. La figlia, ormai laureata, insegnante e poi scrittrice, è orgogliosa di essere fuggita dal “posto” che le era stato predestinato, sentendosi tuttavia in colpa per aver in qualche modo tradito proprio quel “posto”.

E già sul titolo è nata la prima differente interpretazione: io interpreto “il posto” come una sorta di omaggio al padre vissuto e morto occupando con dignità il suo piccolo “posto” nel mondo; Paolo invece lo intuisce nel racconto che la figlia fa di quando ottiene il primo “posto” di insegnante; mentre Matteo lo interpreta come il negozio-drogheria-bar del padre, dove alla fine la sua salma viene esposta.

Anche lo stile della Ernaux ha lasciato perplessi molti lettori: perché – si è domandata Stefania – una persona deve scrivere in maniera così cruda una vicenda che la deve per forza toccare nell’intimo, visto che si tratta del suo rapporto con il padre? E se per me e Vittorina proprio questa oggettività del narrare lascia trasparire l’affetto e la tenerezza che la figlia sente, per Settimia e Cristina è sintomo di anaffettività! Certamente, l’autrice non ne esce benissimo: appare altera e arrogante, confessa di essersi vergognata della modestia del padre e proprio per questo il suo scrivere diventa un atto di coraggio, di onestà, il tentativo di saldare un debito, un omaggio dovuto alla memoria del padre.

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Personalmente, è un libro che mi ha commosso, nel quale ho ritrovato il mondo contadino dei miei nonni e la figura del padre – così come Paolo: con piccoli dettagli la Ernaux delinea un uomo semplice e modesto, ma pieno di dignità. E già la copertina dice tutto, secondo Paolo: nell’ombra del padre che spinge una carriola c’è la figlia con un libro in mano…

E nonostante i pareri controversi e le differenti interpretazioni, alla fine ha ragione Vittorina: un libro non è carta, copertina, inchiostro, parole stampate… un libro esce da sé, dalla storia che narra, si trasforma in mille altri libri, mille altre esperienze e sensazioni. Ognuno di noi ha dentro il libro della sua vita, ed ogni libro che legge va ad aggiungere un pezzetto a quella vita!

Prossimo appuntamento è per mercoledì 25 ottobre alle 20.30, con Il ballo di Irene Nemirowsky.

Paola per #TRC

Racconti dal Festivaletteratura del GdL di Asola

Terminate le vacanze estive, il GdL “Metti una sera un libro” di Asola si è riunito il 20 settembre per riprendere con gli abituali incontri mensili. Il libro previsto per l’incontro, Se una notte d’inverno un viaggiatore”di Italo Calvino, è stato però accantonato per far spazio alle esperienze del Festivaletteratura, alle impressioni lasciate dagli autori e alle proposte di lettura.

In particolare alcuni lettori sono rimasti entusiasti dal libro “L’arminuta” di Donatella di Pietrantonio, vincitore del Premio Campiello; il titolo significa letteralmente “la ritornata” e narra la storia di una ragazza che viene “restituita” dalla famiglia adottiva alla famiglia d’origine senza spiegazioni, e da un giorno all’altro si trova catapultata da una vita agiata e dalla sicurezza di una famiglia affettuosa, ad una situazione di miseria, con diversi fratelli di cui non conosceva l’esistenza, con la perdita del riferimento materno e dell’affetto. La scrittura dell’autrice è stata molto apprezzata, al punto da mettere in difficoltà i nostri lettori nella scelta di altre letture che possano reggere il confronto.

Altro libro che ha riscosso molti consensi è “Le otto montagne” di Paolo Cognetti, fortemente connotato di aspetti autobiografici, con un lessico ricco di sostantivi e scarno di aggettivi; rispetto ad un suo romanzo precendente, “Sofia veste sempre di nero”, è sembrato piuttosto diverso nella scrittura: la percezione di una netta differenza di linguaggio tra un libro scritto di getto e un libro pazientemente elaborato.

Un’altra scrittrice incontrata durante il Festival è Chimamanda Ngozi Adichie col suo romanzo “Americanah”. Il romanzo della Adichie, che consigliamo anche agli altri gruppi di lettura, parla di una ragazza nigeriana che vince una borsa di studio a Princeton e si lancia in questa nuova esperienza, con il suo modo sarcastico e realisto di guardare la vita, facendo i conti con la difficoltà di inserirsi in una società poco accogliente, in cui lei (che scopre la differenza legata al colore della pelle solo una volta arrivata in America), da nera non-americana si sente comunque meno discriminata dei neri americani. Le opinioni dell’evento al festival non sono state concordanti: secondo alcuni la figura di Michela Murgia come intervistatrice ha messo in ombra il personaggio della Adichie, la quale ha un po’ deluso le aspettative sminuendo quella fama di attivista e icona femminista che l’ha resa casualmente e inaspettatamente famosa in tutto il mondo, ma preferendo mettere in primo piano il suo ruolo di scrittrice.

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Michela Murgia di spalle, intervista la Adichie.

Sempre legato al tema dell’immigrazione è il romanzo “Io sono con te” di Melania Mazzucco, che nell’evento al Festivaletteratura ha dialogato con Giancarlo Santone, lo psichiatra del Centro Astalli in cui ha conosciuto la protagonista del libro, Brigitte. Il tema è sicuramente di forte attualità e merita attenzione non solo per la storia della protagonista, ma anche per l’analisi del trauma conseguente alla fuga da paesi in guerra o da situazioni di violenze, dell’apparato medico e professionale che gravita attorno al sistema dell’accoglienza, e della difficoltà da parte degli immigrati che arrivano nel nostro paese di creare dei rapporti umani, fidarsi, avere riconosciuta l’unicità che è propria di ogni persona e non essere uno dei tanti “invisibili” che popolano le nostre città.

Una segnalazione particolare ha meritato “Ferma così” di Nina Lacour, libro che pur affrontando il drammatico suicidio di un’adolescente, è un elogio alla vita. Nell’incontro al Festival l’autrice afferma di non aver scritto questo testo in modo specifico per gli adolescenti, la destinazione è data più dall’età dei protagonisti, ma il tema affrontato è universale. Inoltre con la sua esperienza da insegnante in un carcere minorile, analizza e approfondisce l’aspetto dei sentimenti e delle emozioni degli adolescenti, non meno forti e importanti di quelli degli adulti.

Il prossimo appuntamento con il Gdl di Asola sarà mercoledì 25 ottobre ore 21.00 e parleremo di Firmino di Sam Savage.

Marzia per #TRC

Il gruppo di lettura a Bagnolo San Vito

Per il primo incontro del gruppo di lettura di Bagnolo San Vito, venerdì 29 settembre 2017, lasciatemi esprimere, innanzitutto, la soddisfazione per la nascita di questo gruppo, che mi auguro possa crescere e diffondere cultura. E’ gratificante leggere un bel libro e poterne parlare con altre persone. Non  basta rimuginare tra sé tutte le idee, le domande, le emozioni che una lettura fa affiorare: c’è bisogno di esprimerle a qualcuno, che ascolti, che risponda, che offra il proprio punto di vista. Insomma c’è bisogno di relazionarsi, senza pedanteria ed invadenza, con chi condivide la stessa passione e lo stesso piacere, all’insegna del divertimento.

Ma veniamo al nostro testo, si tratta di “La sovrana lettrice” di Alan Bennet, che si presta a molteplici riflessioni sul rapporto tra lettore e lettura, e che la maggior parte di noi ha trovato piacevole e divertente. Qualcun altro invece ha espresso forti perplessità, perché ritiene la figura di Sua Maestà, in quanto nota e famosa, troppo ingombrante, al punto da distogliere l’attenzione dalla scrittura, perciò il protagonista doveva essere un personaggio importante sì, ma anonimo.

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Gli interventi hanno rilevato:

– l’ambiguità del titolo (La sovrana lettrice può essere intesa come la lettrice che è sovrana nel  leggere, scegliere, interpretare… un testo);

– la casualità della passione per la lettura con la conseguente scoperta del piacere di leggere;

– la delusione dell’incontro con gli autori (“è meglio incontrarli nei libri che non di persona”);

– il sospetto che la sovrana lettrice provoca nelle persone che la circondano; la cultura crea sospetto e timore perché fa crescere la conoscenza e la coscienza critica, a maggior ragione se espressa da una donna;

– la probabile rinuncia di Sua Maestà a governare, per potersi dedicare liberamente alla neonata passione per la scrittura. Continue reading “Il gruppo di lettura a Bagnolo San Vito”

Librozìo di settembre

Giovedì 28 settembre 2017, comunicazioni, inviti ad eventi, la data di novembre da salvare per il raduno nazionale dei Gruppi di lettura e quella con l’archistar che a Castel Goffrdo parlerà di biblioteche, resoconti ed impressioni dal Festivaletteratura…. c’è tanto di cui parlare stasera!

Partiamo dal libro della serata: Il nostro riparo dell’autrice canadese Frances Greenslade è piaciuto alla maggior parte del gruppo; per alcuni, invece, troppo intriso di eventi drammatici. Il racconto, ambientato nella British Columbia, regala resoconti di foreste, montagne, laghi e natura incontaminata dove Maggie, la voce narrante, vive serenamente con la famiglia. Tutto precipita quando il padre muore e la madre, dopo aver affidato le figlie ad una famiglia di amici, sparisce senza dare più notizie. Le figlie non cercano subito la madre, sono ancora piccole, ma soprattutto perché non si aspettano che una madre scompaia lasciandole sole.

La natura offre un riparo, metaforico ma anche fisico, come il padre aveva insegnato a Maggie: qualcuno del gruppo ricorda ripari costruiti nella propria infanzia, dove nascondersi, ritrovarsi e sentirsi al sicuro. Non è piaciuto il finale, con la fine della storia liquidata in poche pagine, ma è piaciuta molto la figura di zio Lesile che sa usare sapientemente le parole.

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La prossima storia ci porterà invece in Francia, per il titolo scelto questa volta da Alessandra: Una piccola libreria a Parigi, di cui parleremo il 26 ottobre 2017 ore 21.00, in biblioteca a Castel Goffredo.

Elisa per #TRC

Biblioteca legge Festivaletteratura a Sabbioneta

Anche per Sabbioneta è arrivato il tanto atteso momento di Biblioteca legge Festivaletteratura, e in un’afosa sera di agosto, giovedì 24, il gruppo di lettura “Il Giardino dei Libri” si è riunito per raccontare ai presenti i libri degli autori della prossima edizione del Festival (bibliografia ufficiale qui) che, ricordiamo, si svolgerà a Mantova dal 6 al 10 settembre.

Siamo partiti da una storia vera, “Lacrime di sale” di Pietro Bartolo e Lidia Tilotta, biografia di un medico impegnato nei soccorsi a Lampedusa. Un libro estremamente attuale, in cui Bartolo racconta le sue esperienze a diretto contatto con i migranti che sbarcano sull’isola.

E’ poi stata la volta di “Vita di nullo” di Diego Marani. La storia, ambientata in un anonimo paesino della Pianura Padana, è un divertente racconto che ha il sapore delle storie di paese, ma, ad una lettura più attenta, si colgono uno struggente senso di perdita, la malinconia delle cose che cambiano, e il forte legame dei personaggi con i luoghi dell’infanzia e dell’adolescenza.

Per rimanere sempre in territorio italiano, si è parlato anche del libro vincitore del Premio Strega 2017, “Le otto montagne” di Paolo Cognetti. E’ la storia dell’amicizia tra i due protagonisti – il ragazzo di campagna e il ragazzo di città – legati dal comune amore per la montagna, quest’ultima metafora dell’esistenza e banco di prova delle qualità umane e spirituali.

Il premio per il libro più originale della serata va ad “Anima” di Wajdi Mouawad. Un romanzo caratterizzato da diversi registri e linguaggi narrativi, un caleidoscopio di emozioni ed impressioni che avvince il lettore e lo avvolge nelle sue spire, come il serpente raffigurato in copertina. Il delitto inziale è solo un pretesto per intraprendere un viaggio nel tempo e nello spazio, attraverso varie guerre e molteplici episodi di violenza e sopraffazione, in una scansione dei capitoli estremamente originale: ogni capitolo è  infatti caratterizzato dal nome dell’animale che assiste agli eventi descritti. In questo senso, l’accostamento del comportamento animale a quello umano è funzionale allo svolgimento della tesi dell’autore: la vera bestialità è quella dell’essere umano. Una discesa agli inferi che, fortunatamente, lascia qualche spiraglio di speranza, poiché l’uomo è capace sia delle peggiori bassezze, ma anche della più sublime sensibilità.

Molto originali anche “Teoria generale dell’oblio” dello scrittore angolano José Eduardo Agualusa, in cui la protagonista, a causa di problemi psicologici prima e della guerra civile angolana poi, resta chiusa per trent’anni in un appartamento, riuscendo in vari modi a sopravvivere, e “La bella burocrate” di Phillips Helen definito un libro molto kafkiano, con una forma espressiva contorta e atmosfere cupe.

Dell’autrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie sono stati presentati ben due libri: “Americanah” e “Metà di un sole giallo”. Il primo parla di identità e razza, e vede protagonista una benestante studentessa nigeriana che decide di trasferirsi in America. Nel nuovo stato, però, incontra grossi problemi di integrazione e, alla ricerca di un’identità e di un senso di appartenenza, torna nella terra natale, la Nigeria, ma neppure qui riesce a ritrovarsi, essendo ormai troppo cambiata. “Metà di un sole giallo” è invece ambientato nella Nigeria degli anni ‘60/’70 e racconta la lotta del Biafra per raggiungere l’indipendenza dalla Nigeria e la conseguente guerra civile che ne scaturisce, con tutti i risvolti drammatici che essa ha comportato. Entrambi i libri sono stati elogiati per l’ottima scrittura e per l’interesse suscitato dai temi trattati.

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Foto scattata durante la serata

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Dopo le vacanze Rivarolo riparte da “Biblioteca legge Festivaletteratura”

Lo scorso mercoledì 23 agosto ore 21.00 ci siamo ritrovati più rilassati ed abbronzati del solito con i lettori di “In Riva al libro”, e oltre a raccontarci delle vacanze, abbiamo parlato dei nostri libri dell’estate.

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Foto scattata prima della serata del 23 agosto 2017

Se la bibliografia ufficiale è stata un ottimo punto di partenza, non ci siamo limitati a seguire quella, perchè si sa che da un libro s’innestano altre connessioni di titoli ed autori. Siamo partiti consultando la guida cartacea del Festival, riscoprendo i nomi dei quattro personaggi in copertina illustrati da Andrea Antinori che si trovano affacciati sui palchetti del Teatro Bibiena: bellissima anche quest’anno la grafica! E poi via le regole e i tempi per acquistare i biglietti, i vari tipi di evento, le novità di quest’anno L’Atlante, l’Hackspace, la palestra letteraria e “La parola che canta” super novità, festival nel festival ambientato nei luoghi di Palazzo Tè. Inoltre abbiamo dato un’occhiata all’App del Festival, davvero comoda ed usabile! Continue reading “Dopo le vacanze Rivarolo riparte da “Biblioteca legge Festivaletteratura””

Biblioteca legge Festivaletteratura tra Marcaria e Bozzolo

Metti un gruppo di appassionati di lettura, mettici anche il Festivaletteratura alle porte, aggiungici una sera d’estate ed ecco fatta la serata ‘Biblioteca Legge Festivaletteratura‘, organizzata dalle biblioteche di Marcaria e Bozzolo. L’appuntamento si è tenuto lo scorso lunedì 7 agosto sotto al porticato della biblioteca di Marcaria, e ha visto come protagonisti i partecipanti dei gruppi di lettura delle due biblioteche. Quasi tutti i presenti, avevano svolto il loro ‘compitino’, ossia leggere un libro contenuto nella bibliografia consigliata per fornire nuovi spunti di lettura agli altri partecipanti all’evento e approfondire il tema trattato. A onore del vero qualcuno si è preso più libertà pescando il romanzo letto dall’elenco degli autori presenti, un modo efficace per spaziare ancor di più nelle infinite possibilità letterarie che il festival offre.

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Immagine scattata durante la serata a Marcaria.

Tra i libri letti e ‘sponsorizzati’ e che ogni lettore ha inviato a scoprire: i romanzi ‘Vita di Nullo‘ di Diego Marani, Paolo Cognetti con ‘Sofia veste sempre di nero‘, ‘Anima‘ di Wajdi Mouawad, ‘La mia vita è un paese straniero‘ di Brian Turner, ‘Tutto quello che non ricordo‘ di Johan Hassen Khemiri, ‘Il caso Malaussène. Mi hanno mentito‘ di Daniel Pennac, ‘La bella burocrate‘ di Hellen Phillips, la graphic novel ‘Born to lose‘ di Nicoz Balboa e il saggio Massimo Recalcati con ‘Il mistero delle cose. Nove ritratti di artisti‘.

Pier Luigi per #TRC

Bielleeffe tra Commessaggio e Gazzuolo

Un altro anno è passato -e lo scorso 4 agosto– i lettori del gruppo “Dolci letture”, Commessaggio e Gazzuolo insieme, si sono ritrovati per raccontare in anteprima alcuni degli autori del Festivaletteratura ormai imminente.

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Come sempre da noi si raccontano i libri, più che gli autori, anche se la speranza è di accendere in chi ascolta una “doppia fiammella”: la voglia di leggere il libro e quella di vedere vis-à-vis chi lo ha scritto. La prima ad iniziare è stata Caterina che ha letto “L’universo nei tuoi occhi” di Jennifer Niven e ci ha subito strappato un sorriso.  Si tratta di un libro per ragazzi – ha detto – che racconta una storia d’amore tra liceali e per me queste emozioni sono ormai lontane. Devo dire però che l’entusiasmo mostrato per la storia di questi due ragazzi, entrambi a loro modo “diversi”, la loro difficoltà a farsi accettare in un gruppo e l’emozione nel raccontare come si incontrano e si scelgono ci ha fatto dubitare del contrario!

Giusi, invece, aveva una lettura dal tema più impegnativo: “Addio, cowboy!” di Olja Savicevic, che racconta di Dada, studentessa universitaria, richiamata in patria, in Dalmazia, dalla sorella per accudire la madre e della sua affannata ricerca per scoprire cosa ha portato suo fratello, un diciottenne studioso, amante dell’Universo, al suicidio.

Emanuela ha letto la storia di “Jesse” di Marianne Leone: il toccante racconto di una famiglia con un figlio tetraplegico, che dovrà combattere con e per lui alla conquista di un briciolo di “normalità”.

Tatiana ha presentato “Scherzetto” di Domenico Starnone e “Vita di Nullo” di Diego Marani, il primo un impegnativo racconto sul difficile rapporto di un nonno col suo nipotino ed il secondo un divertente spaccato di vita di provincia, ambientato in un bar.

  Annalisa è stata conquistata da “Del dirsi addio” di Marcello Fois, un giallo sui generis, dove il lettore viene trascinato pagina dopo pagina a dubitare di tutto e di tutti e a cambiare ogni volta l’identikit del colpevole.

Io, Patrizia, ho invece proposto “Zuleika apre gli occhi” di Guzel’ Jachina, la coinvolgente storia di una donna che non si arrende mai e supera prima le angherie di un marito dispotico e di una suocera “psicopatica” e poi le privazioni fisiche – la fame ed il freddo della Siberia dove viene deportata – per amore del figlio e si scopre più forte e più coraggiosa di quanto credesse.

Una bella serata, con lettori molto partecipi nonostante i 40 gradi all’ombra! Qui la bibliografia consigliata per scoprire nuovi autori al Festival.

Patrizia per #TRC

 

Biblioteca legge Festivaletteratura tra i castelli

Lo scorso 20 luglio i gruppi di lettura “Castei di libri” di Castelbelforte, “I lettori del castello” di Castel D’Ario e “Letture di confine” Villimpenta si sono ritrovati in occasione di “Biblioteca legge Festivaletteratura”, ripetendo la positiva esperienza dell’anno precedente. Anche quest’anno la serata si è rivelata piacevole e piena di spunti e i tre gruppi sono riusciti a parlare e a confrontarsi su diversi autori e romanzi che saranno protagonisti della XXI edizione del Festival mantovano.

Le tematiche e gli spunti proposti dalla bibliografia preparata ad hoc per i gruppi ha fatto sì che la serata sia stata animata e molto scorrevole.

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Muovendoci fra autori italiani e stranieri, nomi noti e meno noti, romanzi di speranza, sofferenza, gioia, storie di vita i gruppi si sono amalgamati perfettamente ed ecco quindi che dalle parole di Josè Eduardo Agualusa e la sua Teoria generale dell’oblio, dove si racconta la guerra d’indipendenza angolana attraverso la particolare vicenda di Ludovica Fernandes Mano, siamo passati alle montagne del Premio Strega 2017 Cognetti a quelle di Neve, cane, piede di Claudio Morandini e ancora nella Cina dei campi e del duro lavoro della terra, della fatica e della fame nel romanzo di Yu Hua, Vivere!

Abbiamo fatto un salto nella Storia con il racconto di una parte della vita di Fëdor Dostoevskij nel Giardino dei cosacchi e abbiamo scoperto a poco a poco la casa e le vicende familiari dei Boltanski ne “Il nascondiglio”.
Con i gialli di Ian Manook abbiamo scoperto la Mongolia e siamo tornati in Italia per parlare del nuovo romanzo di Marcello Fois Del dirsi addio e di La più amata di Teresa Ciabatti.

Infine abbiamo vissuto i ricordi di un soldato fra incubi e paure nel romanzo di Brian Turner La mia vita è un paese straniero e i sogni le speranze, talvolta tradite, dei ragazzi della Germania dell’Est in Eravamo dei grandissimi.

Molto interessanti sono stati i romanzi dedicati agli adolescenti, storie che talvolta lasciano senza fiato e che mostrano le difficoltà, ma anche la forza di questa generazione: nel romanzo Ferma così Catlin scoprirà le fragilità dell’amica morta suicida attraverso la lettura del suo diario e in Campi di fragole ci si troverà in attesa del risveglio dal coma di Lluciana. Piccola parentesi finale dedicata alle graphic novel Born to lose di Nicoz Balboa e Mallko e papà di Gusti.

Quindi prontissimi per il Festival non ci resta che andare ad ascoltare dal vivo i protagonisti di questa edizione.

Daniela ed Elia per #TRC